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MUD 2026: chi deve presentarlo e entro quando

Con il MUD 2026 tornano gli adempimenti annuali legati alla dichiarazione ambientale dei rifiuti, riferiti in questo caso ai rifiuti prodotti nel 2025. Per molte aziende il punto più importante è capire se l’obbligo sussiste ancora anche in presenza di iscrizione al RENTRI e quali soggetti devono effettivamente presentare la dichiarazione.

Le nuove regole relative al Modello Unico di Dichiarazione ambientale per il 2026 sono state approvate con pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il 5 marzo 2026, e la scadenza per la presentazione del MUD 2026 è fissata al 3 luglio 2026.

Entro quando va presentato il MUD 2026

Il termine per la presentazione del Modello Unico di Dichiarazione ambientale è fissato in 120 giorni dalla pubblicazione del DPCM di approvazione del nuovo modello. Per questo motivo, la dichiarazione MUD 2026 dovrà essere trasmessa entro il 3 luglio 2026.

Si tratta della dichiarazione riferita ai rifiuti prodotti e gestiti nel corso del 2025, quindi le aziende devono verificare i dati dell’anno precedente e predisporre correttamente la documentazione necessaria per l’invio.

MUD 2026 e RENTRI: il MUD è ancora obbligatorio?

Sì. La dichiarazione MUD deve essere presentata anche da chi è già iscritto al RENTRI, perché la sostituzione completa tra i due sistemi non è ancora operativa.

Attualmente il RENTRI digitalizza registri e formulari, ma non sostituisce ancora la dichiarazione annuale MUD. La transizione sarà graduale e il MUD continuerà a restare obbligatorio per gli anni precedenti fino all’introduzione della dichiarazione precompilata.

In pratica, almeno per ora, le aziende devono continuare a compilare e trasmettere il MUD 2026 secondo le procedure tradizionali, anche se stanno già operando all’interno del nuovo sistema RENTRI.

Chi deve presentare il MUD 2026

Tra i soggetti obbligati alla presentazione della dichiarazione rientrano:

  • chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta e trasporto di rifiuti;
  • commercianti e intermediari di rifiuti senza detenzione;
  • imprese ed enti che effettuano operazioni di recupero e smaltimento dei rifiuti;
  • imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi;
  • imprese ed enti con più di 10 dipendenti che producono rifiuti non pericolosi derivanti da lavorazioni industriali, lavorazioni artigianali, attività di recupero e smaltimento, fanghi da potabilizzazione, trattamenti delle acque, depurazione delle acque reflue e abbattimento dei fumi.

Per queste categorie è quindi necessario verificare con attenzione i dati 2025 e predisporre la dichiarazione nei tempi previsti.

Chi è esonerato dalla presentazione del MUD

Non tutti i produttori di rifiuti sono obbligati. Restano infatti esonerate dalla presentazione del MUD alcune categorie specifiche, a seconda della tipologia di rifiuto prodotto e del numero di dipendenti.

In particolare, non sono obbligate le imprese o gli enti che producono solo rifiuti non pericolosi e che hanno un numero di dipendenti uguale o inferiore a 10.

Continuano inoltre a essere esonerati, a condizione che abbiano prodotto esclusivamente rifiuti non pericolosi:

  • le imprese che raccolgono e trasportano rifiuti speciali non pericolosi da loro stessi prodotti;
  • le imprese che esercitano attività di demolizione o costruzione;
  • le imprese che esercitano attività di commercio o di servizio;
  • le imprese agricole di cui all’art. 2135 del Codice Civile;
  • i liberi professionisti che non operano in forma d’impresa.

Il servizio Delta per il MUD 2026

Per le aziende che intendono affidare l’adempimento all’esterno, il servizio comprende il controllo dei dati e la presentazione telematica del MUD, evitando al cliente l’onere operativo dell’invio alla Camera di Commercio.

Se vuoi supporto nella verifica dell’obbligo, nella raccolta delle informazioni o nella predisposizione e trasmissione della dichiarazione, DELTA può affiancarti nella gestione del MUD 2026 in modo pratico e conforme.

Contattaci per maggiori informazioni!

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